Rieducare o riabilitare

Per le figure sanitarie impegnate nelle patologie del pavimento pelvico è di fondamentale importanza collaborare in centri dedicati, dove gli specialisti del settore - chirurgo, urologo, ginecologo, ostetrico e fisiatra - abbiano come idea fondamentale la consapevolezza che non ci sia una separazione fra i tre compartimenti (anteriore, medio e posteriore) del pavimento pelvico.

Solo in questo modo è possibile garantire ai pazienti una corretta diagnosi ed un efficace trattamento.

In particolare, ci troviamo, sempre più spesso, ad affrontare patologie che necessitano di un supporto rieducativo che in alcuni casi risulta poi essere il trattamento di scelta.

In questo discorso entra la riabilitazione del pavimento pelvico, oramai suffragata da numerosi studi scientifici e sempre più argomento di rilievo e di interesse.

Tuttavia, le molteplici figure professionali (infermieri, ostetriche, fisioterapisti) che possono intervenire per la cura delle disfunzioni del pavimento pelvico, possono occuparsi esclusivamente della settore/materia di propria competenza.

Il superamento del termine “riabilitazione” e la sostituzione dello stesso con il concetto di “ripristino/rieducazione” del pavimento pelvico consente di superare le divisioni tra i vari specialisti coinvolti, permettendo la formazione di figure sanitarie professionalmente complete e interamente dedicate alla prevenzione e cura del pavimento pelvico.

La formazione didattica nelle discipline attinenti il progetto del Master, è studiata al fine di poter offrire ai discenti un panorama di insegnamenti il più possibile esaustivo, con l’obiettivo di formare figure professionali qualificate e preparate per una completa tutela del benessere del pavimento pelvico.

Per tale motivo la nostra idea è quella di intraprendere una campagna di divulgazione che usi come termine appropriato quello di rieducazione o ripristino delle normali funzionalità del pavimento pelvico e non più riabilitazione.